Quando penso alla morte non riesco a trasformare una domanda in una certezza.
Le religioni hanno dato risposte diverse a ciò che potrebbe esserci dopo. Io continuo a chiedermi se le alternative siano davvero soltanto due: un aldilà nel quale continuiamo come persone oppure il nulla assoluto.
Il nostro corpo non scompare nel nulla. La materia cambia, si trasforma e torna nel ciclo dell’universo. Gli elementi che ci compongono esistevano prima di noi e continueranno dopo di noi.
Ma questo non significa automaticamente che continui anche la nostra coscienza.
Per me è proprio qui che si trova il mistero. Posso capire che la materia continui. Molto più difficile è immaginare che cosa significhi la fine dell’esperienza personale.
Non voglio riempire questo spazio con una risposta che non possiedo. Posso rispettare chi trova nella fede una certezza e, allo stesso tempo, continuare a farmi domande.
Forse dopo la morte non esiste il nulla nel senso materiale, perché ciò di cui siamo fatti rimane nell’universo. Ma questo è diverso dal dire che “noi” continuiamo.
Tra il nulla e l’aldilà potrebbe esserci semplicemente una domanda che, da vivi, non siamo ancora capaci di risolvere.
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