Guardo la quantità di stelle e pianeti e faccio fatica a non pormi una domanda molto semplice: possibile che la vita sia comparsa soltanto qui?
Non considero i numeri una prova dell’esistenza degli extraterrestri. Un universo enorme non garantisce automaticamente che la vita sia frequente.
Ma sappiamo almeno una cosa: in un punto dell’universo la materia è riuscita a organizzarsi fino a diventare vita, cervello e coscienza. È successo qui.
Quello che non sappiamo è quanto sia difficile ripetere quel percorso.
Forse la vita semplice compare facilmente quando esistono le condizioni giuste e siamo noi, esseri complessi e tecnologici, la vera rarità. Oppure perfino la prima cellula è un evento quasi impossibile.
Mi affascina perché qualunque risposta cambierebbe il modo in cui guardiamo noi stessi.
Se la vita fosse comune, saremmo una delle tante manifestazioni della materia vivente nell’universo.
Se fossimo soli, la responsabilità sarebbe forse ancora più grande: una parte minuscola dell’universo avrebbe sviluppato la capacità di guardare tutto il resto e chiedersi perché esiste.
Per ora non sappiamo quale delle due possibilità sia vera.
E forse è proprio questo a rendere la domanda così grande.
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