Quando guardiamo una cellula al microscopio vediamo una struttura minuscola, complessa, inserita dentro qualcosa di molto più grande che quella cellula non può conoscere.
Questa immagine mi ha fatto pensare più volte all’universo.
E se anche noi ci trovassimo in una situazione simile?
Il nostro universo potrebbe essere una parte minuscola di una struttura immensamente più grande, qualcosa che dalla nostra scala non siamo nemmeno capaci di percepire.
Non sto dicendo che l’universo sia letteralmente una cellula. Non abbiamo prove di una cosa del genere. È un esperimento mentale.
Ma mi affascina il problema delle scale.
Per noi una galassia è gigantesca. Per qualcosa di incomparabilmente più grande potrebbe essere insignificante. Allo stesso modo, nel nostro corpo esistono strutture e processi microscopici che non hanno alcuna possibilità di percepire la persona della quale fanno parte.
Forse la nostra difficoltà è pensare automaticamente che la scala umana sia quella giusta per comprendere tutto.
E se invece fossimo nel mezzo?
Sotto di noi mondi sempre più piccoli. Sopra di noi strutture sempre più grandi.
Non sappiamo se la realtà funzioni così. Ma quando penso alle dimensioni dell’universo mi viene difficile credere che la nostra prospettiva sia necessariamente quella definitiva.
E se fossimo soltanto una minuscola parte di qualcosa che non potremo mai vedere interamente?
Perché no?
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