L’essere umano modifica il mondo da migliaia di anni. Ma cosa succederebbe se diventassimo capaci di modificare profondamente anche noi stessi?
Non penso soltanto a curare una malattia. Immagino qualcosa di più estremo: un essere umano più resistente, capace di vivere più a lungo, forse meno vulnerabile ad alcune malattie o ai limiti biologici che oggi consideriamo inevitabili.
La prima reazione potrebbe essere: se possiamo farlo, perché non dovremmo?
Ma proprio qui cominciano le domande.
Curare una persona e progettare una persona non sono necessariamente la stessa cosa. Eliminare una malattia genetica sembra molto diverso dal decidere in anticipo quali caratteristiche dovrebbe avere un essere umano.
E poi chi avrebbe accesso a queste possibilità? Tutti oppure soltanto chi può permettersele?
Potremmo arrivare a una società nella quale alcuni esseri umani vivono più a lungo o possiedono capacità biologiche migliori di altri.
La tecnologia potrebbe quindi risolvere alcuni limiti e crearne di nuovi.
Io sono affascinato dalla possibilità di allungare la vita e vedere che cosa succederà nel futuro. Ma non vorrei che, cercando di costruire un super-uomo, dimenticassimo ciò che rende umana una vita normale: limiti compresi.
Possiamo migliorare l’essere umano?
Forse un giorno sì. La domanda più difficile sarà decidere quando fermarci.
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