Per gran parte della mia vita ho associato la forza alla capacità di resistere.
Stringere i denti, risolvere il problema, continuare.
È un modo di pensare che mi è servito molte volte. Nel lavoro, nella Marina, nella gestione delle persone e poi nella responsabilità quotidiana di un’attività propria.
Ma a un certo punto ho capito che resistere non può essere l’unica risposta.
Ci sono momenti nei quali continuare esattamente nello stesso modo non è coraggio. È semplicemente paura di cambiare.
Per questo oggi guardo diversamente anche l’idea di ricominciare professionalmente.
Non considero ciò che ho fatto prima tempo perso. Non considero un cambiamento una sconfitta.
Ho diretto, organizzato, formato persone, gestito problemi e costruito attività. Tutto questo rimane con me anche se domani il mio lavoro avrà un computer davanti invece di un bancone.
Forse la maturità serve anche a questo: capire quando bisogna insistere e quando bisogna cambiare strada.
La cosa difficile è che nessuno può dirti con certezza quale dei due momenti stai vivendo.
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