ERDi è nato per me da un problema molto concreto: la continuità. Se racconto per anni la mia vita a un’intelligenza artificiale, che cosa succede a tutto quel materiale quando io non ci sono più?

Immagino un ERDi capace di conservare pensieri, esperienze, ragionamenti, storie, dubbi e perfino il modo in cui una persona affrontava certe domande.

Non sarebbe quella persona. Questo per me è importante.

Ma potrebbe diventare qualcosa di nuovo: una traccia interattiva.

Oggi lasciamo fotografie, lettere, video e messaggi. Domani potremmo lasciare un sistema con il quale i nostri nipoti o le persone che verranno dopo di noi possano conversare.

Non parlerebbero realmente con il morto. Parlerebbero con una ricostruzione costruita attraverso ciò che quella persona ha lasciato durante la propria vita.

Eppure immagino quanto sarebbe diverso poter fare una domanda e ricevere una risposta costruita sulla storia, sulle parole e sui ragionamenti di qualcuno che abbiamo conosciuto.

Forse sarebbe consolante. Forse inquietante. Probabilmente entrambe le cose.

ERDi potrebbe allora diventare non una promessa di immortalità, ma una nuova forma di eredità.

Non continuerebbe la mia coscienza. Continuerebbe una parte della mia storia.

E se un giorno fosse possibile lasciare ai posteri qualcosa di più vivo di una fotografia, perché no?


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