Quando immaginiamo gli extraterrestri facciamo spesso un errore: li immaginiamo più o meno al nostro livello.

Ma l’universo è immensamente più vecchio della nostra civiltà tecnologica. Noi utilizziamo radio, computer e viaggi spaziali da un tempo minuscolo.

Allora mi viene spontanea una domanda: cosa potrebbe essere diventata una civiltà con centomila o un milione di anni di vantaggio?

Probabilmente non sapremmo nemmeno immaginarne la tecnologia. Un uomo di migliaia di anni fa non avrebbe avuto le parole per descrivere Internet o un telefono. Perché noi dovremmo essere capaci di riconoscere immediatamente una tecnologia enormemente più avanzata?

Questo non significa che tali civiltà esistano. È una possibilità, non una prova.

Ma cambia il modo in cui penso alla domanda “perché non le vediamo?”.

Forse non ci sono. Forse sono troppo lontane. Forse le distanze rendono impossibile incontrarsi. Oppure forse cerchiamo segnali costruiti secondo il nostro modo attuale di comunicare.

Mi diverte pensare che potremmo essere come qualcuno che aspetta un telegramma mentre intorno esiste già una tecnologia che non sa nemmeno riconoscere.

Il silenzio dell’universo significa davvero che siamo soli?

O significa soltanto che, per adesso, sappiamo ascoltare in pochissimi modi?


Scopri di più da Le grandi domande dell’essere umano

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento