A cinquant’anni ho iniziato a guardare il tempo in modo diverso.
Non mi sento arrivato alla fine di qualcosa. Mi sembra piuttosto di essere entrato in una fase nella quale non ho più voglia di sprecare energie in cose che non mi fanno stare bene.
Per molti anni ho lavorato tanto. Ho avuto responsabilità, persone da gestire, problemi da risolvere. Oggi desidero qualcosa che può sembrare molto più semplice: lavorare in modo diverso, possibilmente da remoto, viaggiare, avere una vita sociale e soprattutto avere tempo.
Non significa che voglio smettere di fare. Io probabilmente non saprei nemmeno stare completamente fermo. Significa scegliere meglio dove mettere le mie energie.
Quando sei giovane pensi che davanti ci sia un tempo quasi infinito. Poi arriva un’età nella quale cominci a fare i conti, non necessariamente con paura, ma con maggiore chiarezza.
Io penso ancora di avere molti anni davanti. Proprio per questo non voglio considerarli una semplice continuazione automatica di quelli precedenti.
Voglio che siano una fase nuova.
Forse maturare significa anche questo: non avere più bisogno di dimostrare continuamente qualcosa e cominciare a chiedersi come vogliamo realmente vivere.
La mia domanda adesso non è “quanto tempo mi resta?”.
È: cosa voglio farne?
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