Mi è capitato di fare sogni così realistici che, mentre li vivevo, non avevo nessun motivo per considerarli sogni.
Dentro quel momento tutto funzionava. C’erano persone, emozioni, luoghi. Il cervello costruiva una realtà e io la vivevo come tale.
È questo che mi affascina.
Quando sono sveglio penso di vedere il mondo così com’è. Ma in realtà il cervello riceve segnali e costruisce continuamente la mia esperienza. Nel sogno riesce a fare qualcosa di simile quasi senza avere davanti il mondo reale.
Non significa che la vita sia un sogno. Non voglio trasformare una curiosità in una teoria fantastica.
Ma mi lascia una domanda: quanto di ciò che chiamiamo realtà è il mondo e quanto è il modo in cui il nostro cervello ce lo presenta?
Forse i sogni sono interessanti proprio perché ci mostrano una cosa che durante il giorno dimentichiamo: non viviamo direttamente dentro la realtà. Viviamo anche dentro l’interpretazione che il nostro cervello costruisce di essa.
E quando quella macchina straordinaria chiude gli occhi e comincia a inventare un mondo, per qualche minuto riesce perfino a convincere se stessa.
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