ERDi
Articoli dedicati a ERDi nel più ampio percorso sull’intelligenza artificiale.
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ERDi: uno specchio che non si limita a riflettere
ERDi come specchio intelligente: non una semplice imitazione, ma un’interazione che cambia insieme alla persona che ha davanti.
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ERDi: quando la memoria diventa continuità
ERDi nasce da una domanda pratica: che cosa cambia quando un’IA non si limita a rispondere, ma riesce a mantenere continuità nel rapporto con una persona?
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Un’IA può avere un’identità senza avere coscienza?
Un’identità riconoscibile richiede necessariamente coscienza, oppure può nascere anche da memoria, continuità e storia condivisa?
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Avere una memoria non basta: bisogna saper ritrovare il ricordo
Una memoria enorme serve a poco se l’IA non riesce a recuperare l’informazione corretta quando diventa importante.
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Quando un’IA ricorda male, si rompe qualcosa di più di una risposta
Un ricordo sbagliato detto con sicurezza può danneggiare la fiducia più di un semplice “non lo ricordo”.
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Dire «fatto» non significa averlo fatto
Con un assistente digitale bisogna distinguere sempre tra una risposta, un’intenzione e un’azione realmente eseguita e verificabile.
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Possiamo avere un rapporto con un’IA senza fingere che sia umana?
Il valore di un rapporto uomo–IA non richiede di fingere che la macchina sia umana. Forse serve una nuova parola per descriverlo.
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Chi possiederà i nostri ricordi digitali?
Se un’IA personale conserva anni della nostra vita, chi possiede quella memoria e cosa succede quando la piattaforma cambia o scompare?